Il participio presente e il gerundio ai tempi di Facebook

Sono ormai una ventina d’anni, almeno a mia memoria (ma non mi stupirei se la cosa andasse avanti da più tempo), che ciclicamente torna in auge il dibattito sulla presunta differenza tra i termini “counseLing” (con una sola elle) e “counseLLing” (con la doppia elle).

Prima tale dibattito si svolgeva, più in sordina, durante i convegni o durante quei (pochi, a dire il vero) momenti in cui i professionisti avevano modo di incontrarsi e confrontarsi. Con un certo pudore qualcuno ti avvicinava in un angolo buio della sala e ti domandava…: “Scusa, tu sai mica la differenza tra counseling e counselling?”.

L’avvento dei social network ha rivoluzionato tutto (compreso l’aver perso ogni pudore): oggi se ne discute sulle bacheche di questo o quell’utente oppure su pagine specifiche o ancora su gruppi.

Capita di leggere un po’ di tutto, anche interventi che tentano di trovare le ragioni di questa differenza in non meglio precisate questioni epistemologiche (sic!).

Questo continuo dibattito ha riportato alla mia mente una storiella che sentii per la prima volta più di venti anni fa, in uno dei tanti “salotti” dove si dissertava di psicoanalisi. Per anni gli esegeti di Freud si sono interrogati sul perché egli stesse alle spalle del paziente, cercando di capire quale “tecnica” fosse sottesa a tale pratica. Questo fino a quando un giorno – almeno così si narra – venne fuori uno scritto del padre della psicoanalisi il quale, “candidamente”, spiegava che per lui sarebbe stato impossibile “reggere” lo sguardo dei pazienti per tutto il giorno! Insomma… nessuna tecnica, ma solo una questione di sopravvivenza!

Non so se questa storia sia vera e, francamente, non ho mai sentito il bisogno di appurarlo. Mi piace pensare di sì e mi piace pensare che Freud si sia fatto pure due risate nell’ascoltarla.

Ma torniamo al counseling.

Come è noto ormai ai più il temine “counseling” (o “counselling”) deriva dal verbo inglese to counsel. È un sostantivo (noun, in inglese) che muove i suoi passi dal verbo to counsel e dal suffisso -ing, che nella lingua della Regina Elisabetta serve per formare sia il gerund che il present participle.

In inglese il gerundio e il participio presente si formano, appunto, aggiungendo il suffisso -ing alla forma di base del verbo, la cui costruzione è chiamata ing form.

Questa è la regola di base che, come tutte le regole, prevede alcune eccezioni (mica crederete ancora alla storiella che l’inglese è la lingua più facile del mondo o che, per parlare lo spagnolo, sia sufficiente aggiungere una S alla fine di una parola?).

Tali eccezioni sono dovute alla quantità di vocali e di consonanti presenti nella forma di base del verbo.

Vediamole:

1) Se c’è più di una consonante, si aggiunge solo -ing: work + ing = working.

2) Se c’è più di una vocale, si aggiunge solo -ing: speak + ing = speaking.

3) Se c’è una vocale e una consonante (e la sillaba è accentata), si raddoppia la consonante e si aggiunge -ing: hit + ing = hitting.

4) Se ci sono una o più consonanti e la lettera E, si rimuove la E e si aggiunge -ing: take + ing = taking.

E veniamo ora al caso che ci interessa:

5) Se c’è una vocale e la lettera L, si raddoppia la L e si aggiunge -ing: counsel + ing = counselling.

Fin qui abbiamo svelato metà del mistero: il sostantivo counseLLing, che deriva appunto da counsel+ing, è la forma inglese (inglese britannico).

E counseLing con una sola elle?

La questione è veramente banale: benché l’inglese (britannico, of course) sia la lingua universale per antonomasia (sì, pare che l’esperanto alla fine non abbia attecchito…), la lingua parlata in Gran Bretagna è diversa da quella parlata negli Stati Uniti d’America.

Negli USA, si sa, tutti vanno di fretta. New York è la città che non dorme mai, quindi perché perdere tempo a raddoppiare una consonante visto che peraltro la pronuncia sarebbe la stessa? Ecco quindi che in America si utilizza la forma counseLing con una elle sola.

E siccome Rogers, uno dei papà del counseling, era americano, la forma con una sola elle è quella più utilizzata.

E ora scatenatevi con i vostri vicini di ombrellone!

That’s all folks!

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Presidente di Federcounseling, Segretario Generale di AssoCounseling, è un counselor trainer. Vive e lavora a Firenze, dove si occupa di politica professionale da quasi 20 anni.
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