Obbligo di laurea per i counselor

Rolando CiofiDiRolando Ciofi

Obbligo di laurea per i counselor

Federcounseling, con una delibera del gennaio 2018, ha stabilito che dal 2020 occorrerà la laurea triennale per iscriversi a un corso di counseling.

Molti miei lettori, alcuni dei quali indignati per quella che considerano una restrizione inutile, mi hanno chiesto di esprimermi in proposito.

Lo faccio e dico che concordo (pur con qualche riserva) con le decisioni assunte da Federcounseling.

Questi i motivi:

1) In generale il deliberato risponde ad una esigenza minima condivisibile: assicurare all’utenza che il professionista cui ci si rivolge abbia una cultura di base universalmente accettata come sufficiente. Giustamente la delibera di Federcounseling non fa distinzione tra tipi di laurea non interpretando la laurea come propedeutica alla formazione bensì come semplice “livello culturale minimo di accesso”.

2) Il deliberato è ben congegnato nella sua tempistica. Nessuno degli attuali operatori né degli attuali studenti si troverà impedito nelle sue aspirazioni professionali. I tempi di attuazione della delibera sono tali per cui chiunque oggi faccia parte di questo mondo, come professionista o come studente, nulla ha da temere indipendentemente dai titoli che possiede.

3) All’interno del dibattito inter-professionale in corso (penso alla Consensus Conference, alla imminente udienza del Consiglio di Stato, al tavolo UNI) la decisione assunta da Federcounseling rafforza e conferisce autorevolezza all’intero mondo del counseling.

L’unica mia riserva:

Occorreva, a mio avviso, e non so se sia stato fatto ma non mi pare, lasciare una strada aperta nei confronti delle possibili eccezioni, dei possibili casi particolari. Mancherebbe insomma una norma “plastica” o, per dirla in termini giuridici, “in bianco”.

Certo un buon counselor ha cultura, certo ha una formazione specifica, ma assai spesso è la sua storia, il suo percorso personale e di vita, ciò che davvero fa la differenza nell’approccio con il cliente. A questi aspetti, sostanzialmente radicati nell’esperienza, avrei lasciato uno spiraglio.

Mi spiego meglio: indipendentemente dai titoli posseduti se un professionista mi dimostra di aver lavorato anni in contesti di aiuto, e se mi dimostra che tale lavoro è stato utile ed apprezzato non vedo perché, in ossequio ad un astratto criterio accademico, dovrei negargli il riconoscimento.

Piccoli dettagli comunque. Complessivamente trovo la scelta di Federcounseling adeguata e coraggiosa.

 

Il presente contributo è stato tratto da: http://rolandociofi.blogspot.it/2018/02/obbligo-di-laurea-per-i-counselor-molti.html

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Rolando Ciofi

Rolando Ciofi

Segretario Generale a Mo.P.I.
Segretario Generale del Movimento Psicologi Indipendenti (Mo.P.I.), è stato membro del Consiglio di Amministrazione dell'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza degli Psicologi (ENPAP).

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Segretario Generale del Movimento Psicologi Indipendenti (Mo.P.I.), è stato membro del Consiglio di Amministrazione dell'Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza degli Psicologi (ENPAP).