Documento programmatico

La categoria professionale dei counselor deve essere guidata con un disegno ampio e concertato che preveda che la formazione, il rispetto della deontologia, l’aggiornamento permanente e tutti quei meccanismi atti a garantire la più elevata qualità delle prestazioni professionali, siano pilastri imprescindibili per lo sviluppo della professione, nel rispetto delle Leggi italiane all’interno di un quadro europeo.

La molteplicità dei modelli teorici e di intervento, dei segmenti applicativi e delle specializzazioni sono una ricchezza da valorizzare anche in sinergia con gli enti di formazione.

Tutta la comunità professionale ha interesse nel sostenere la crescita delle scuole di formazione e delle società scientifiche, garantendo loro l’autonomia rispetto alle associazioni di categoria rappresentative della professione.

Le associazioni di categoria, nel pieno rispetto del principio della libera concorrenza, dovrebbero convergere verso un comune obiettivo ovvero quello del pieno riconoscimento e dello sviluppo della professione.

È interesse della comunità professionale aprire dei canali di comunicazione con la società civile, con le associazioni culturali e di categoria di counseling, con le associazioni dei consumatori, con gli enti pubblici e con le istituzioni, al fine di trasmettere in maniera trasparente ed adeguata la professionalità che l’intervento di counseling può apportare all’interno delle comunità, delle scuole, degli ospedali, delle aziende e – più in generale – del privato sociale.

È interesse della comunità professionale intraprendere strade tese alla strutturazione di un sistema previdenziale condiviso nonché alla realizzazione di una cassa mutua assistenza.

Firenze, 9 dicembre 2013