Il ruolo delle associazioni nel Decreto 13/2013

Giuseppe MontaniniDiGiuseppe Montanini

Il ruolo delle associazioni nel Decreto 13/2013

Il decreto 13/2013: “Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze a norma dell’art.4, commi 58 e 68 della legge 28 giugno 2012 n. 92” e il ruolo delle Associazioni.

Al di là del titolo che può apparire “criptico”, per il linguaggio utilizzato, questo decreto, unitamente al successivo decreto interministeriale del 22 gennaio 2015, disegna il futuro delle attività lavorative, per quanto attiene la loro definizione, la loro ufficializzazione (per non usare il termine riconoscimento) e la loro libera circolazione in Europa.

In estrema sintesi e a grandi linee (con tutte le approssimazione che la sintesi comporta), possiamo ricordare che è prevista la creazione di un Repertorio Nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali, che dovrà essere correlato con i Repertori Regionali. L’insieme di questi repertori, sottoposto a revisione annuale conterrà tutte le attività lavorative, senza distinzioni tra professioni e altre attività.

Giuseppe Montanini, CoLAP, autore di questo approfondimento

Giuseppe Montanini, autore dell’articolo

Per tutte le attività inserite nel Repertorio Nazionale o nei Repertori Regionali (purché correlate a quelle del repertorio nazionale), le Regioni potranno rilasciare documenti di individuazione e validazione delle competenze acquisite e certificazioni delle competenze. In entrambi i casi si tratterà di atti pubblici, con valore sull’intero territorio nazionale, che potranno costituire titolo di ammissione ai pubblici concorsi, titolo per accedere ad attività riservate ovviamente nel rispetto delle normative vigenti, anche a livello europeo e rappresentare crediti formativi.

Queste qualificazioni rilasciate dalle regioni, saranno rese trasparenti, attraverso la loro referenziazione ai sistemi di classificazione delle attività economiche e delle professioni e ai livelli del Quadro Europeo delle qualificazioni per l’apprendimento permanente (EQF).

Sostanzialmente questo sistema di definizione, inquadramento e certificazione delle competenze delle diverse attività lavorative, si affiancherà (fino a sostituirlo) al sistema basato sui titoli di studio. E’ infatti prevista anche la validazione dei percorsi di formazione non formali ed informali, che verranno così ad acquisire la stessa valenza degli apprendimenti formali, basati cioè su regolari e riconosciuti corsi di studio.

E’ quindi un sistema che apre molte e importanti possibilità per le professioni associative.
Per sfruttare le possibilità che questo sistema offre è però necessario che le associazioni “entrino” nel sistema stesso.

Nel testo normativo non è previsto per le associazioni un ruolo di rilievo, bisognerà quindi rivendicarlo ed ottenerlo.

Le varie associazioni a seconda della professione che rappresentano, potranno trovare interessi diversi in queste norme e nell’intero sistema della certificazione delle competenze. Potranno anche valutare diversamente i pericoli e le possibilità che questo sistema presenta per le loro attività.

In generale possiamo però dire che l’interesse delle associazioni si concentra su due punti veramente essenziali:

  1. La definizione, la descrizione delle proprie attività nel Repertorio Nazionale e in quelli regionali e la loro referenziazione ai sistemi di classificazione delle attività economiche e delle professioni e ai livelli del Quadro europeo delle qualificazioni per l’apprendimento permanente.
  2. Data la grande rilevanza di queste attività le associazioni dovranno parteciparvi o nella loro prima stesura o nella loro revisione e per farlo dovranno attrezzarsi per tempo, predisponendo la necessaria documentazione secondo gli standard previsti in modo da poterla poi presentare alle autorità. Sostanzialmente dovranno predisporre la definizione, la descrizione e la referenziazione delle attività inerenti alla professione rappresentata, utilizzando l’idonea metodologia e terminologia.
  3. Entrare come protagonisti nel sistema di certificazione, ottenendo la possibilità di poter individuare e validare le competenze dei propri soci, come certificazione di parte seconda. In questo modo si potranno coordinare gli attestati di competenza professionale e di qualificazione dei servizi che le associazioni rilasciano ai sensi della legge 4/2013 con l’individuazione e validazione delle competenze di cui al decreto 13/13.
    Sono due punti essenziali per il futuro delle nostre professioni.

Per le associazioni si tratta di due compiti fondamentali per sfruttare le possibilità che questo sistema offre e non essere “scavalcate” da questo insieme di norme che attribuisce tutte le competenze alle autorità amministrative e alle Regioni ignorando, sostanzialmente, le Associazioni.

Il presente articolo, il cui autore è Giuseppe Montanini, è stato tratto dalla Newsletter CoLAP n. 6 del 22 ottobre 2015. Per maggiori informazioni visita colap.it

The following two tabs change content below.
Giuseppe Montanini

Giuseppe Montanini

Vicepresidente a Fisieo
Giuseppe Montanini

Ultimi post di Giuseppe Montanini (vedi tutti)

Info sull'autore

Giuseppe Montanini

Giuseppe Montanini author