Vota sì per il futuro dei counselor

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Vota sì per il futuro dei counselor

Proseguendo il nostro cammino professionale, iniziato con il D.L. 3270, ora Legge 4/2013, ci troviamo a confrontarci con il tavolo UNI (Ente Italiano di Normazione), che ha avviato l’inchiesta pubblica preliminare per il progetto di norma della professione di counselor.

È fondamentale che ogni stakeholder, cioè ogni portatore di interesse, si esprima votando e dando quindi il suo parere favorevole alla riapertura del tavolo, per procedere alla scrittura della norma. Come accade ormai da tanto, forse troppo tempo, ci sono forti opposizioni da parte di almeno una delle rappresentanze del mondo psicologico, AltraPsicologia in particolare, che sta muovendo i propri iscritti (e non solo) verso il “No”, per esprimere il loro disaccordo e quindi l’inutilità di riaprire il tavolo di confronto.

La Legge 4/2013 è una legge dello Stato che integra, in una visione più europea, il nostro vecchio sistema professionale “ordinistico” o “protetto” con tante altre professioni di utilità sociale e, spesso, in linea con nuove esigenze espresse dal mercato stesso.

La L. 4/2013 dice già che la professione di counselor esiste.

All’UNI bisogna solo scrivere la norma che regolamenti la professione del counselor in tutta Italia, definendo criteri formativi e di qualifica uguali per tutti.

Votare significa proseguire in questo iter normativo e offrire un’opportunità evolutiva e accogliere le istanze di libero mercato, per elevare la qualità dei servizi che differenziano e ampliano l’offerta, lasciando al cliente la scelta dei professionisti che più si addicono alle proprie esigenze.

L’Italia, con la L. 4/2013, ha già dimostrato di credere nell’evoluzione e di essere favorevole al libero mercato, nel rispetto della libertà dell’utenza di scegliere.

Tutto questo è avvenuto malgrado le resistenze del sistema professionale ordinistico e la  mobilitazione di massa del mondo psicologico e l’atteggiamento volto a screditare le altre professioni, come quella del counselor, vanno invece esattamente nella direzione opposta espressa dallo Stato italiano. Una parte del mondo della psicologia persiste nella campagna diffamatoria e ha già chiesto, in diverse forme, ai propri iscritti di votare “No” a questo progetto.

Mentre invece esiste un’altra parte della psicologia professionale che ha voluto, alimentato, formato e supervisionato l’evoluzione del counseling come professione a sé e che si è già pubblicamente espressa in favore del SÌ.

Ed ora stiamo raccogliendo e concentrando tutte le nostre forze per chiedervi di votare tempestivamente e di far votare anche i vostri contatti che hanno già avuto modo di conoscere i nostri servizi professionali.

È urgente! È importante!

Diciamo SÌ. Siamo i primi a voler regolamentare la nostra professione, perché per primi conosciamo l’importanza di uniformare regole deontologiche e criteri formativi dei counselor italiani.

Diciamo SÌ. Siamo i primi a voler definire meglio gli spazi e con maggiore accuratezza i confini professionali.

Diciamo SÌ. Per rispetto ai clienti con cui lavoriamo, affinché siano tutelati nella scelta di professionisti seriamente formati e qualificati.

Entro e non oltre il 25 ottobre è possibile esprimere il proprio e dire le motivazioni; il voto è nominativo e segreto, e chiunque può votare (counselor, psicologi, clienti, ecc.)

E noi chiediamo a voi: votate SÌ.

È questo il momento di far sentire le nostre motivazioni: portate argomentazioni, raccontate brevemente la vostra esperienza di counseling, dite perché il mercato ha bisogno dei counselor.

È nostra responsabilità individuale e oggettiva esprimere e manifestare il valore di ciò in cui siamo stati formati che, ancora prima di essere una professione, è ciò che siamo diventati, come persone prima di tutto.

Condividete questo messaggio con tutti coloro che ritenete siano interessati a far emergere la realtà che esiste e frequentiamo da oltre 20 anni.

Dire che non esistiamo, oltre ad essere un palliativo per scongiurare le minacce per alcuni, è un’alterazione della realtà, un atto di cecità e una mancanza di rispetto per tutti coloro che, anche attraverso noi, hanno potuto svelare nuovi punti di vista e identificare nuovi orizzonti.

 

Istruzioni per il voto

1) Vai all’indirizzo https://goo.gl/QndJYc

2) Alla domanda “Ritieni che il progetto rispecchi i bisogni del mercato di riferimento?” rispondi ed esprimi la tua motivazione.

3) Compila i restanti campi richiesti (nome, cognome, etc.) e clicca “Invia”.

 

Grazie per il tuo contributo!

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